Cloud storage
Cloud storage: cos’è e come funziona

Data

Oggi i liberi professionisti e aziende grandi e piccole gestiscono volumi di dati che crescono ogni anno. Per molte organizzazioni è difficile pensare di avere una propria infrastruttura su cui archiviare i dati in modo efficiente e sicuro, rispettando tutti gli obblighi in materia di protezione dei dati e privacy, e mantenerla sempre adeguata alle esigenze che cambiano. Ecco perché si parla sempre di più di cloud storage, cioè di archiviazione dei dati in cloud.

Cos’è il cloud storage

Cloud storage significa archiviazione dei dati in cloud, ovvero all’interno di uno spazio virtuale creato da una moltitudine di server connessi in rete. I dati online sono infatti memorizzati su server, computer con capacità di calcolo molto superiore a quella dei pc, accessibili attraverso reti pubbliche o private e in grado di servire migliaia di utenti alla volta.

L’infrastruttura IT che rende possibile tutto questo è solitamente gestita da un provider, o fornitore, che la mette a disposizione degli utenti on-demand, garantendo la conservazione, la sicurezza e la continua disponibilità dei dati memorizzati.

L’archiviazione online è un’alternativa efficiente e scalabile alla più tradizionale conservazione dei documenti su server aziendali o NAS. Infatti, poiché la capacità dei dischi di memoria è limitata, questi sistemi richiedono un’attenta gestione e continui investimenti nell’hardware, che devono anticipare la necessità di storage sempre più grandi.

Col cloud storage invece, l’archiviazione dei dati non è più un costo materiale per l’azienda ma un servizio. Inoltre, lo spazio a disposizione può essere ingrandito o ridotto in qualsiasi momento in base alle esigenze, evitando di dover sostenere spese per server sempre leggermente sovradimensionati. Si paga solo la quantità di storage di cui si ha bisogno, con molta flessibilità e controllo dei costi.

Come funziona il cloud storage

Come nei più tradizionali NAS, anche nel caso del cloud storage i dati sono conservati su server, che si trovano però in remoto, di solito in grandi datacenter. Nella maggior parte dei casi l’archiviazione avviene su macchine virtuali – o server virtuali – che creano lo spazio di storage in cloud appoggiandosi a decine di server fisici.

Il cloud, se alimentato da fonti rinnovabili, permette di risparmiare anche energia, contribuendo al green cloud.

A seconda del servizio cloud scelto, i dati caricati vengono salvati su macchine collocate in uno o più datacenter. All’interno dell’infrastruttura saranno replicati più volte in modo che nessun tipo di incidente possa causarne la perdita. La ridondanza è infatti una caratteristica imprescindibile di un cloud sicuro.

I fornitori possono destinare all’archiviazione due tipi di dischi: SDD (solid-state drive, unità di memoria a stato solido) e HDD (hard disk drive, disco rigido o disco fisso). Gli SDD offrono una maggiore velocità di lettura e scrittura rispetto agli HDD, ma sono più costosi. Tuttavia oggi, grazie alla virtualizzazione, è possibile combinare l’uso dei due tipi di disco.

Al cloud si accede attraverso internet o attraverso una rete privata. Molto dipende dal tipo di storage scelto.

Tipologie di storage in cloud

Lo storage nel cloud può avvenire su un’infrastruttura pubblica o privata. Quali sono le differenze tra queste due tipologie?

Storage su cloud pubblico

Nel caso dello storage su cloud pubblico, i dati si trovano su un’infrastruttura condivisa tra tanti utenti. Molti servizi prevedono piani per privati e professionisti. Ogni utente può acquistare una certa quantità di spazio di archiviazione ed espanderla in ogni momento a un costo differente.

Per accedere allo storage su cloud pubblico basterà una normale connessione internet, non ci sarà bisogno di reti intranet, come per un NAS, o di una connessione diretta con l’hardware di archiviazione (direct attached storage). Quindi i documenti saranno sempre disponibili attraverso il browser, e in alcuni casi anche da client per pc e app per smartphone e tablet.

Storage su cloud privato o aziendale

Lo storage su cloud privato funziona in modo simile a quello su cloud pubblico, ma in questo caso i dati vengono salvati in server dedicati, che possono essere collocati sia nella sede aziendale (on premises) che in datacenter esterni.

L’azienda può gestire autonomamente il proprio cloud storage oppure affidarsi a un fornitore esterno, usufruendo dell’infrastruttura come servizio.

Metodi di archiviazione in cloud

Nei dispositivi utente come computer e tablet, i dati sono archiviati sotto forma di file. L’archiviazione in cloud, invece, si basa su oggetti o blocchi, metodi molto più efficienti quando si tratta di gestire miliardi di file e metadati.

Storage a blocchi

Nello storage a blocchi, i file vengono divisi in blocchi di uguali dimensioni, archiviati separatamente e in modo del tutto indipendente, con indirizzi diversi. Garantendo così un alto livello di sicurezza.

Storage a oggetti

Lo storage a oggetti contiene i file sotto forma di oggetti con indirizzo univoco, che includono i metadati. Fornisce scalabilità e velocità d’accesso ed è ideale per la conservazione di dati strutturati.

Cosa si può fare con il cloud storage?

Lo storage dei dati in cloud può avvenire attraverso:

  • Backup online,
    per creare copie del contenuto dei dispositivi fisici che consentano il ripristino in caso di perdita dei file. Si fa attraverso client o app capaci di salvare e aggiornare periodicamente il contenuto dei dispositivi;
  • Archivi online sincronizzati,
    su cui si possono caricare file da diversi dispositivi con la certezza di averli sempre aggiornati con le modifiche fatte in locale;
  • Archivi online non sincronizzati,
    cioè cartelle in cloud che contengono documenti copiati ma indipendenti dai file di origine, e su cui le modifiche sul dispositivo non hanno effetto.

Non tutte le piattaforme offrono la possibilità di effettuare veri e propri backup in cloud dei dispositivi mobili, o di connettere allo storage infiniti dispositivi fissi e mobili o ancora, di sincronizzare in tempo reale i dati in cloud.

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Vantaggi del cloud storage rispetto all’archiviazione su server locali

Rispetto ai sistemi di archiviazione su NAS, il cloud storage offre molti vantaggi:

  • Costi distribuiti e controllati
    Le soluzioni per l’archiviazione in cloud permettono di risparmiare sull’acquisto e la gestione dell’infrastruttura, di cui si occupa il fornitore, e di pagare solo per lo spazio effettivamente necessario.
  • Semplificazione
    Se il servizio è esternalizzato, sarà il provider ad avere la responsabilità della conservazione dei dati e della manutenzione dell’infrastruttura e i dipendenti dell’azienda potranno occuparsi del loro lavoro.
  • Sicurezza
    In un cloud sicuro, i dati sono protetti da guasti, smarrimenti e attacchi esterni, perché ridondati e cifrati. Inoltre non sono raggiungibili da virus che potrebbero invece compromettere per sempre un NAS e i dati in esso contenuti.
  • Disponibilità continua dei dati
    Ai documenti in cloud si accede ovunque ci si trovi: basta una connessione internet. Se il fornitore mette a disposizione anche un’app, si possono salvare e aprire i file anche dai dispositivi mobili.
  • Scalabilità
    Le dimensioni dell’archivio in cloud si possono espandere, senza bisogno di programmare e investire per adeguare l’hardware. Particolarmente utile per le aziende, ma anche per i professionisti che lavorano con foto e video e hanno bisogno di sempre più spazio.
  • Facilità di condivisione dei documenti
    Diversi servizi cloud permettono di condividere facilmente file e cartelle salvati online con altri utenti o di inviare documenti tramite link.

Con Babylon Cloud, aziende e liberi professionisti possono garantirsi uno spazio di storage sicuro, scalabile e in regola col GDPR – scegliendo tra cloud pubblico, cloud privato e on-premises – senza investimenti iniziali perché ci occupiamo di tutto noi.

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